In Italia inaugurati 305 nuovi shop solo nel 2018 per un aumento del volume di affari pari al 75% in un solo anno.

Buone notizie per i consumatori e per il mondo della canapa, che lasciano sperare in normative più dettagliate e meno rigide in Italia. Recenti ricerche di mercato condotte e pubblicate da Magica Italia, guida ufficiale italiana della rivista Dolce Vita, hanno dimostrato come il business della canapa sia appetibile per il paese. Questi studi dimostrano come questo mercato stia diventando una realtà sempre più presente, facendo crollare anche tanti falsi taboo costruiti su di esso. La prova per tutto ciò è facilmente dimostrabile. Una semplice passeggiata nel centro delle nostre città, si può vedere come come i normali negozi si stiano evolvendo, ramificandosi e dando vita a nuovi tipi di shop specializzati nell’offrire sempre più numerosi e variegati servizi al consumatore. A prova di tutto quello detto in precedenza, sono i nuovi tipi di negozi come:
hemp shop(punti commerciali specializzati nella vendita di articoli e prodotti realizzati esclusivamente con la canapa)
seed shop ovvero negozi che trattano la vendita di speciali e rari semi di canapa per collezionisti(tenendo conto delle oltre 300 varietà di semi esistenti)
grow shop negozio specializzato nella vendita di strumenti per la coltivazione della canapa
head shop un’attività commerciale alla vendita di articoli per i fumatori quali posacenere, bong e cartine
smart shop punto vendita specializzato nella vendita di sostanze psicoattive legali di vario tipo
La città che ha chiuso l’anno con la maggiore apertura di canapa shop è Catania con 14 punti vendita e a seguire Palermo e Trapani. Magica Italia rende noto il fatto che al sud l’indice di richiesta di canapa è destinato ad incrementare, in quanto la maggior parte della canapa fornita al più grande stabilimento per la produzione di oli essenziali a base di canapa di tutta Italia aperto a Ragusa viene proprio dal sud, di proprietà della Canapar Corp che ha reso possibile la sua costruzione con un investimento pari a 25 milioni di dollari. Tutto questo non fà che “mettere alle strette” il governo chiedendo normative più specifiche che regolino e definiscano questo mercato, lasciando quindi sperare in un suo immediato intervento che permetterebbe al nostro paese di trarne beneficio anche in termini economici.