Canapa legale - Circolazione stradale

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E' indubbio ormai che la "moda" della canapa light è dilagando a macchia d'olio. Per questo, le persone si stanno domandando sempre più spesso gli effetti che provoca questo prodotto al nostro organismo. Nello specifico, una delle tante domande che si fanno è: " Ma posso mettermi alla guida dopo aver fatto utilizzo della canapa light?". Bene. Al momento non ci sono conferme o smentite, ma possiamo fare riferimento a fatti accaduti e prenderli come esempio.

Idoneità alla guida dopo il consumo di canapa light

La questione dell’idoneità alla guida dipende da molteplici fattori. Se si parla del THC (principio attivo della cannabis) è illegale averne la presenza nel Nostro organismo sopra lo 0,6%. Per questo la marijuana (erba ad alto contenuto di THC) è vista come droga leggera in Italia e per questo, chi ne fa uso, è perseguibile penalmente. Se una persona si mette alla guida superando questo valore limite è ritenuta inabile alla guida; rischia cosi il ritiro della patente, dato che si tratta di una infrazione della legge sulla circolazione stradale.

Al contrario se prendiamo in esame il CBD è tutta un altra storia. La questione dell’idoneità alla guida non è ancora stata chiarita per quanto riguarda i valori di CBD. In Italia si sono già riscontrati casi di automobilisti ai quali è stata sospesa temporaneamente la patente di guida in seguito al consumo di erba legale. Alcune aziende del settore hanno continuamente rassicurato i consumatori, affermando che l'utilizzo di canapa light non comporta alcun rischio di risultare positivi agli esami delle urine. Un’affermazione eccessivamente speranzosa. Dalla Svizzera si sono riscontrate già le smentite.

Fumare canapa legale e mettersi alla guida

Assumere canapa light comporta la necessariamente la positività al test delle urine?

Il proprietario di un grow shop ha svolto un esperimento: ha fumato cinque sigarette di cannabis legale prima di sottoporsi al test, risultando positivo. Ovviamente si tratta di un campione specifico molto limitato, ma sufficiente per affermare che non si può stare del tutto tranquilli. Per non incorrere in ulteriori rischi per la salute, l’Ufficio federale della salute pubblica della Svizzera ha inviato ai rivenditori una circolare nella quale chiede loro di consigliare ai consumatori di non porsi alla guida dopo averla consumata.

C'è da specificare però che la cannabis tecnica prodotta in Italia deve provenire da semi certificati con contenuto di THC inferiore allo 0,2%. Utilizzando varietà di provenienza italiana si può forse asserire che un utilizzo inferiore ai tre grammi al giorno non comporterebbe alcun tipo di positività. Ma, al momento, nessuno studio o ricerca può sostenere quest'affermazione oltre ogni ragionevole dubbio, data la scarsità di fonti scientifiche disponibili.

La semplice positività al test non è sinonimo di colpevolezza. La legge afferma che, è reato guidare sotto effetto di sostanze stupefacenti, ma la Corte di Cassazione stabilisce che la semplice positività al test delle urine o del sangue non comporta una prova soddisfacente per stabilire la sanzione. La sospensione cautelativa da parte delle forze dell’ordine che hanno effettuato il test non è sufficiente perché, per confermarla del tutto, deve essere svolto un esame approfondito di un medico e, successivamente, deve essere convalidato dalla prefettura.

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